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VI RACCONTO LA TUSCIA

Il territorio che conosciamo con il nome “Tuscia” corrisponde principalmente alla provincia di Viterbo, nella parte più a nord della regione Lazio. L’area si estende per la maggior parte su terreni di origine vulcanica, derivati dall’attività esplosiva di tre importanti complessi vulcanici: il “vulsino” dominato dalla conca lacustre di Bolsena, il “vicano” che corrisponde al lago di Vico ed il “cimino” ubicato a sudest di Viterbo.

L’altitudine media che raggiungono i monti della zona è di circa 1000 metri con il Monte Cimino, di esattamente 1053 metri. La particolare conformazione del territorio contribuisce alla straordinaria varietà di ambienti naturali, ognuno di essi caratterizzato da flora e fauna specifici. Possiamo identificare in tutto 4 zone della Tuscia:

  • La zona costiera, essenzialmente piana, denominata “Maremma laziale”
  • L’alta Tuscia, principalmente di origine vulcanica, fatta di dolci colline che si estendono intorno al bacino del lago di Bolsena, fino al confine con la Toscana
  • La zona dei Monti Cimini che circonda il lago di Vico e comprende i borghi che sorgono sulle pendici della montagna
  • La zona dell’Agro Falisco, divisa tra la Tuscia e la provincia di Roma, che comprende i paesi ad est del lago di Vico al confine con l’Umbria.

Il patrimonio idrico della Tuscia è molto ricco e conta numerosi fiumi e laghi: oltre al lago di Bolsena ed al lago di Vico, troviamo anche quello di Mezzano, immerso nel paesaggio suggestivo della Maremma laziale, e conosciuto per i resti di villaggi di palafitte e reperti risalenti all’Età del rame scoperti nei suoi fondali non molti anni fa. I fiumi più famosi della Tuscia sono, invece, il Marta ed il Fiore.

Nell’antichità il territorio della Tuscia era abitato dagli Etruschi, finché non passò definitivamente sotto il controllo dei Romani nell’89 a.C.

Grazie all’abbondanza di acque termali, già all’epoca questa zona rappresentava una meta turistica per i Romani, che amavano rilassarsi nelle numerose piscine naturali localizzate in tutta l’area. A riprova di ciò, è possibile ancora oggi ammirare numerosi siti archeologici di origine romana come, ad esempio, l’anfiteatro di Ferento, a pochi kilometri da Viterbo.

Fu l’imperatore Diocleziano che stabilì ufficialmente che il nome “Tuscia” si utilizzasse per riferirsi a questi territori anche se, a quel tempo, vi erano incluse anche alcune zone limitrofe che oggi appartengono alla Toscana o all’Umbria.

Tra le altre vicende storiche da ricordare, è fondamentale menzionare la presenza dei Papi nella città di Viterbo, dal 1257 al 1281, che segnò l’inizio della sua nomea come “la città dei Papi”.

Insomma la Tuscia, nel corso dei secoli, ha visto le sue terre popolarsi delle più diverse civiltà e tutte hanno lasciato un segno più o meno profondo che oggi ancora è possibile individuare sugli stemmi scolpiti sui suoi palazzi o sulle strade romane nascoste nelle sue campagne, nelle necropoli ricoperte dal fogliame dei suoi boschi o nelle tradizioni ed il folkore che rivivono nei suoi abitanti.

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